Maritozzi

Non esiste negozio di alimentari, supermercato, panetteria, pasticceria che non venda nelle Marche questa nuvola dolce dove affondare il palato. La doppia levitazione li rende soffici, morbidi, leggeri…ummm…buonissimi…Io ero convinta fossero di origine marchigiana e invece, cercando notizie per scrivere la ricetta, scopro di no. Anche a Roma e nel Lazio in generale sono un “must” e difatti è proprio il Lazio la regione a cui devono la loro origine. Derivano da un pane dolce di età Romana che prevedeva l’aggiunta di miele e uva passa, prendono addirittura il soprannome di “er Santo Maritozzo” durante il Medioevo in quanto era l’unico peccato di gola concesso durante il periodo della Quaresima, e nelle Marche arrivano, probabilmente, importati dai braccianti marchigiani che andavano come lavoranti nelle campagne laziali. Ma nessuna di queste storie supera la tradizione super romantica che la collega al nome, che deriva da “marito”, il dolce veniva infatti usato come dono ben augurante per i promessi sposi, che il fidanzato (futuro marito) regalava alla fidanzata il giorno di San Valentino, nascondendo al suo interno il regalo del fidanzamento. Ai giorni nostri, questa usanza forse si è un po’ persa, ora i tesori che ci possiamo mettere dentro sono le varie farciture, marmellata, nutella, panna montata, nutella e panna montata (che è una delle prove che Dio esiste), sarebbe carino però riprendere queste vecchie tradizioni, perché davvero io non saprei immaginarmi un posto migliore dove nascondere qualcosa di valore che vuole simboleggiare un sentimento importante. Ahhhh Dio salvi gli inguaribili romantici…intanto…mani in pasta…

Ingredienti

  • 150 gr di olio extravergine di oliva
  • 150 ml di latte 
  • 200 gr di zucchero
  • 1,250 kg di farina
  • 35 gr di lievito di birra
  • la scorza grattugiata di un limone e un arancio
  • 1 uovo + 1 rosso
  • un pizzico di sale

per far attivare il lievito

  • 2 cucchiai di zucchero
  • 0,33 lt di acqua tiepida

Preparazione

  • come dicevo sopra l’impasto prevede una doppia lievitazione, parti con la prima, la prima cosa da fare è attivare il lievito, quindi in un bicchiere metti l’acqua tiepida, i 2 cucchiai di zucchero e il lievito di birra sbriciolato
  • bastano 5 minuti e lo vedrai già bello spumoso e pronto per far lievitare il tuo impasto
  • ora prendi una ciotola capiente, versaci il contenuto del bicchiere, aggiungi qualche cucchiaiata di farina, amalgama il tutto fino ad ottenere un composto che può essere lavorato con le mani
  • una volta che lo hai impastato un po’ con le mani, spolveralo sopra con un po’ di farina, coprilo e lascialo lievitare in un luogo riparato e senza correnti di aria per un paio d’ore. Sarebbe perfetto se tu potessi lasciarlo ad esempio dentro al forno spento che però prima hai giusto un filo stiepidito. Attenzione, se fai questa operazione, il forno deve essere leggermente tiepido altrimenti l’impasto cuoce e sarà da buttare!
  • passate le due ore, dovresti vedere una massa aumentata più del doppio del suo volume iniziale, a questo punto puoi passare alla seconda fase della ricetta
  • sulla tua spianatoia metti a fontana la farina, aggiungi nel mezzo gli altri ingredienti, il latte, le uova, lo zucchero, il limone e l’arancia grattugiati, il sale, e, naturalmente, l’impasto già lievitato
  • impasta tutto con le mani, fino ad ottenere una massa liscia, soda, il profumo ti sta già inebriando vero? Ed il bello deve ancora venire…
  • deve lievitare ancora un altro pochino, rimetti tutta la massa ottenuta nella ciotola, ricopri con un strofinaccio e fai lievitare un altra oretta
  • passato il tempo necessario puoi iniziare a formare le panelle
  • preparati più teglie da forno dove ci stenderai la carta forno. Potrebbe essere necessario prepararne diverse perché l’ultima mezz’oretta di lievitazione i maritozzi la faranno proprio in teglia, per recuperare il volume prima di entrare in forno
  • ora riprendi la massa, che nel frattempo sarà ancora aumentata di volume, stendila sulla spianatoia, lavorala un po’ con le mani e inizia a staccare una pallina di massa, stendila aiutata dalle mani, facendola diventare una pagnottella dalla forma allungata
  • adagiala sulla teglia da forno e continua così fino a che avrai trasformato tutta la massa in pagnottelle, che non devono essere disposte troppo distanziate, perchè, continuando a lievitare si attaccheranno tra loro, e quindi i maritozzi saranno costretti a lievitare in altezza, e saranno così più morbidi e soffici
  • preriscalda il forno a 190°
  • passata la mezz’ora dell’ultima fase di lievitazione i maritozzi sono pronti per essere infornati, subito dopo aver spolverato sopra di loro dello zucchero semolato
  • quando sono ben colorati come quelli della foto sono pronti, e sono una goduria

Buon Appetito!