Special Guest Agosto 2017 Parte 1-Zafferano del Mare Gaeta 

Tutto cominciò su Instagram (dove usano il nome che poi adoperano anche per la loro pagina Facebook @zafferanodelmaregaeta). Iniziai a seguirli sul social, loro iniziarono a seguire me, misi qualche mi piace alle loro foto e mi scrissero così:


Mi hanno mandato il loro zafferano, l’ho assaggiato (con immenso piacere) e mi è venuta l’idea di far fare loro da Special Guest nel blog e raccontare ai miei Cucinanti il loro progetto.

Salvatore Montano e Matteo Casaburi sono due ragazzi di 29 anni di Gaeta, il primo è infermiere, il secondo opera nel sociale occupandosi di rifugiati politici. Il padre di Salvatore aveva un terreno e dei bulbi di zafferano, il padre di Matteo è preside in un Istituto Agrario. Come sempre succede (come anche in altri casi raccontati qui in diversi articoli) tutto ha preso vita partendo da quello che già avevano a disposizione. Hanno unito, padri e figli, le loro menti, i loro ingegni e, soprattutto la loro forza lavoro, e sono partiti con la coltivazione dello zafferano, a Gaeta, luogo che un’antica storia lo vuole, più o meno 1.000 anni fa, uno dei maggiori centri di esportazione dello zafferano. Tu lo conoscevi solo per le famose olive vero?!? Anche io, ma evidentemente il sole, il mare, lo splendido clima e la magnifica posizione baciano non solo le olive ma, anche lo zafferano di questi due baldi giovani, che, credimi, è buonissimo, dal gusto raffinato, delicato, un gusto che chiamerei “di una volta”, di quelli che si fanno notare non per banalità ma per ricercatezza. Non avevo idea di come si sviluppasse la coltivazione dello zafferano fino a quando, durante la conversazione telefonica avvenuta tra me e Salvatore, lui mi ha raccontato un po’ il tutto. Sono partiti dunque dai bulbi del papà di Salvo, li hanno fatti figliare. Ogni bulbo grande produce in media dai 5 ai 10 figli, una volta figliati i piccoli vengono staccati dai bulbi grandi, tenuti in delle sacche al buio per 2/3 mesi e poi vengono ripiantati lontano dai genitori. Per due anni questi cuccioli di bulbi crescono solo, soltanto una volta divenuti grandi, inizieranno a fiorire e a produrre figli, ogni bulbo grande fa 2/3 fiori, ogni fiore genera 3 pistilli di zafferano. Meraviglie della natura che mi affascina ogni volta, ascoltavo il racconto e mi sentivo rapita e come, sempre mi accade, mi soffermo a ragionare sulle meraviglie di questo mondo. Loro sono partiti da 100 bulbi ora ne hanno circa 70.000. Giovani, impegnati già entrambi da un primo lavoro e…dalle fidanzate…non si tirano indietro davanti al lavoro, e quando ad ottobre la fioritura dello zafferano è pronta, non esitano a svegliarsi all’alba per procedere con la raccolta dei pistilli che, deve essere fatta rigorosamente con la rugiada, per fare in modo che non si sciupino con le prime luci del sole. Se non c’è passione non c’è spirito di sacrificio, se non c’è sacrificio non c’è risultato, reciterebbe un “antico adagio” che forse ci sentiamo ripetere dalla notte dei tempi. Lo abbiamo perso? I giovani di oggi sono tutti da buttare via perché vivono su “faccia a libro”? Nooooo…Salvatore e Matteo ne sono la prova, sani, educati, impegnati, con un ipotesi di futuro concreta alla quale io faccio il mio personale augurio possa regalare loro tutte le soddisfazioni di questo universo conosciuto. Attualmente la loro rete distributiva si sviluppa intorno a due cooperative locali (una delle quali si occupa del reinserimento nella società di ragazzi strappati alla camorra), ma molti chef hanno assaggiato il loro zafferano e ne sono già entusiasti, come la chef che ci racconterà la ricetta realizzata con il fantastico Zafferano del mare Gaeta. Troverai lo squisito piatto leggendo l’articolo della seconda parte della special guest di agosto 2017 (tutto in uno sarebbe stato riduttivo per entrambi), la chef si chiama Arianna, troverai scritta anche la sua storia. Lei ha 22 anni e ha già raggiunto altissimi traguardi…te lo dico solo per la storia dei giovani scritta prima! Prima di procedere con il secondo articolo però, leggi il racconto fatto da Salvatore e Matteo riguardo la loro attvità

IL SOGNO DELLO ZAFFERANO DI GAETA by Salvatore Montano e Matteo Casaburi

Lo zafferano del mare


Tempi difficili sono questi, in cui i telegiornali riportano storie di crisi economiche familiari e lavoro inesistente. Vi è la riscoperta delle materie prime, dell’amore verso la nostra più grande risorsa, la terra. Fu cosi che un giorno qualunque il direttore dell’ agrario di Priverno ISISS “Teodosio Rossi”, ci parlò della possibilità di intraprendere una nuova avventura lavorativa, un ritorno alle origini, dove passione e tradizione camminano all’unisono. Noi siamo Salvatore Montano e Matteo Casaburi, due ragazzi di Gaeta che per gioco hanno intrapreso la via poetica della coltura dello zafferano, una coltura autoctona perduta nel tempo ed ora riportata alla luce attraverso anni di conservazione e prevenzione di questo tesoro. Riportare alla luce i prodotti autoctoni non fa altro che ridare valore alle tradizioni e all’amore che i nostri avi hanno impiegato per questa amata terra.


La nostra piantagione è situata nelle colline Gaetane su antichi terrazzamenti, dal panorama mozzafiato, fronte mare dove brezza e venti marini ossigenano il terreno. Fin da subito abbiamo notato come i nostri Crocus Sativus abbiano risposto positivamente al clima e al tipo di terreno, dandoci non poche soddisfazioni. Sono stati piantati nel mese di Agosto su filari doppie e singole, curati con tecniche anti talpe e lumache, senza alcun tipo di pesticida o diserbante chimico, cospargendo a volte, i canali di scolo con della semplice birra e posizionando aste che, con la loro oscillazione rumorosa, mettevano in fuga le eventuali talpe, lepri, ed altri animali.

I fiori sono stati colti a mano giornalmente nel mese di ottobre alle prime luci del mattino evitando che i raggi solari alterassero le loro proprietà.


Una volta colti, li posizionavamo in ceste di vimini con copertura dai raggi solari per poi attuare manualmente la sfioritura dei pistilli dai fiori.


Successivamente sono stati essiccati in maniera tradizionale adagiandoli in un tegame vicino ad una fonte di calore ad una tempera costante di 40-45 gradi e infine imbustati con pazienza senza alterare la loro purezza e qualità.

Infine nel mese di maggio andremo a spiantarli e pulirli per una nuova piantagione in Agosto dopo il processo di riposo a Giugno-Luglio.

Questa è la nostra piccola avventura, iniziata per gioco e con la speranza che possa diventare un qualcosa in più nelle nostre vite in memoria delle nostre tradizioni.

Matteo Casaburi

Salvatore Montano

Lo Zafferano del Mare