Cartolina da “La Vigezzina”

Più volte, durante il viaggio, il nostro pensiero è volato a come fosse la vita di questa ferrovia storica all’epoca in cui vide la luce, cioè il 25 novembre del 1923 (siamo anime un po’ fissate con la storia, io e la mia compagna di viaggio, in questa occasione, passiamo secondo me a tante reincarnazioni vissute!).

Costruita durante il secondo decennio dell’XI secolo, su progetto iniziato nel 1913 per volontà dell’allora Sindaco di Locarno Francesco Balli, da subito, e per questo fu costruita, la ferrovia ebbe un ruolo fondamentale sia economico che turistico di collegamento tra l’Italia e la Svizzera. Immaginatevi, come abbiamo fatto noi, le signore in eleganti abiti anni 30, gli uomini con il cappello, ma anche le persone che hanno lavorato alla realizzazione e l’estrema fatica impiegata per costruire, da zero e con i mezzi dell’epoca, una linea ferroviaria che scavalasse i valichi alpini. È una ferrovia a scartamento metrico ridotto, vale a dire che la distanza tra i binari (1067 mm) è inferiore rispetto alla misura ordinaria (1435 mm), spiegabile in relazione ad ovvi motivi di comodità nel realizzare una linea ferroviaria di montagna. Compagna del mio viaggio un’amica di quelle con la A maiuscola, Nadia, che tu hai conosciuto in Cartolina da “Grotte di Frasassi… Genga…” e in Cartolina da “Offida”. Era da un po’ che non ci facevamo una gita fuori porta insieme e abbiamo pensato a questa che, come vuole la regola delle mie cartoline di viaggio, ti racconto nello stesso ordine in cui io ho fatto le cose.

Gita da fare in giornata andata e ritorno ci siamo trovate alla Stazione Centrale di Milano per fare colazione insieme per poi prendere insieme il treno che va a Domodossola. Ci sono diversi regionali e anche Eurocity, noi abbiamo scelto il Regionale delle 08:29 che arriva a Domodossola più o meno alle 10:07. La Ferrovia Storica Vigezzina è posta al di sotto della stazione ferroviaria di Domodossola, noi avevamo prenotato il treno panoramico, cioè dotato di ampie vetrate per vedere meglio il panorama che è la vera attrattiva della gita.

Queste due foto/cartine ti illustrano bene le varie tappe

Partendo da Domodossola attraversa la Valle Vigezzo facendo tappa anche nel suo capoluogo e maggior centro turistico Santa Maria Maggiore, dove hanno sede il Museo dello Spazzacamino e la Scuola di Belle Arti Rosetti Valentini, importantissimi perché rappresentativi di due realtà storiche molto vive. Il primo riguardo all’emigrazione dalla Valle Vigezzo degli spazzacamini che cercavano fortuna all’estero con questo lavoro. La seconda fu fondata nel 1878 dal pittore Giovanni Maria Rosetti Valentini che, dopo aver avuto una discreta fortuna in Francia come pittore e come insegnate d’arte, tornò nella Valle Vigezzo. La scuola testimonia, con la sua vasta e importante collezione di opere presenti al suo interno, di essere una delle più importanti sedi per l’insegnamento dell’arte dell’intero arco alpino. Il percorso termina a Locarno, attraversando per la parte Svizzera la zona chiamata delle Centovalli, ma subito dopo aver fatto tappa in altri luoghi italiani di notevole importanza come il paese di Re,


da sempre meta di pellegrinaggi da tutto il mondo diretti al Santuario della Madonna del Sangue,


chiamato così a celebrazione e ricordo di un miracolo che avvenne nel 1494, il quadro della Madonna del Latte, colpito da una pietra scagliata da un uomo, iniziò a sanguinare.

È una gita confortevole e tranquilla, puoi decidere tu quali tappe fare, dove scendere, cosa vedere, dove rifermarti, dove risalire, basta che al momento della prenotazione tu lo faccia presente all’assistente che si occuperà di te. Per info e prenotazioni Vigezzina Centovalli. Insomma anche se, di primo acchitto, ti può sembrare la gita fuori porta più tranquilla del mondo e della tua vita, come sai e sempre succede in Italia, difficile trovare un posto nel nostro bel paese che non sia stato colpito dal nostro estro creativo, religioso, intellettuale, e quindi, ancora, oltre alle tappe che ti ho segnalato prima. ancora, nei pressi di Creggio puoi trovare la Torre medievale di Frà Dolcino,


l’eretico condannato al rogo, protagonista di un passo della Divina Commedia di Dante e che la leggenda vuole nato qui. E ancora passerai sopra a ponti vertiginosi e altissimi che ti faranno vibrare,


e attraverso paesaggi di una meraviglia unica,


vigneti elaborati in orizzontale


per meglio far penetrare i raggi del sole che in montagna non sono abbondantissimi, meravigliose casette di montagna, animali al pascolo, ma anche canyon che sembra di stare nel west


Il viaggio regala, ovviamente, spettacoli diversi a seconda della stagione durante la quale si fa, e senz’altro ognuna di esse vale la pena di essere vista.

Il dettaglio in più, andando verso Locarno, il paesaggio si snoda alla tua sinistra per il versante italiano e a destra per il versante svizzero, quindi, nel viaggio di ritorno sarà il contrario.

Buona Strada!

 

 

 

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