Come fare la pasta fatta in casa

È questo un articolo che mi riempie di gioia e di entusiamo, perché è quello che segna l’inizio della collaborazione con il web magazine Matita e Forchetta. Vado molto fiera di questa cooperazione (che vede già in cantiere altri articoli di cui leggerai presto), perché la scelta stilistica ed editoriale della testata on line rispecchia molto il mio approccio con la cucina, le ricette, il mondo del food in generale. In un universo in continua trasformazione, Matita e Forchetta decide di approcciarsi all’alimentazione nel modo, secondo me, più saggio possibile. Cioè quello di scegliere di parlare di cibo sano, rivolgendosi alle famiglie, dando suggerimenti precisi su come educare i bambini ad avere, già dall’infanzia, un’alimentazione corretta, tenendo il passo sempre proteso verso il futuro per essere in costante aggiornamento ma, volgendo anche uno sguardo al passato per tenere sempre vive le nostre tradizioni. E non c’è niente di più tradizionale per noi italiani della pasta fatta in casa, ognuno di noi, sono certa, ha dei ricordi legati a questa preparazione. Quando Valeria (Governance Redazione di Matita e Forchetta) mi ha proposto questo articolo non mi ci saranno voluti più di due nani secondi per associarlo subito, nel mio cuore e nella mia mente a….beh….perché toglierti il gusto della lettura?!? L’articolo che ho scritto è qui sotto (in corsivo come citazione) e sul sito di Matita e Forchetta .

Buona Lettura e…

come sempre a tutti i miei Cucinanti

Buon Appetito!

Giornate più corte, pomeriggi uggiosi, la voglia di uscire e far festa si è ridotta sensibilmente. Dunque, la casa diventa il rifugio per svagarsi o rilassarsi e perché no, per mettersi alla prova sperimentando le proprie doti in cucina…perché non farlo proprio per il consueto pranzo domenicale con tutta la famiglia? La blogger, Antonietta Vitali, di “Cucina Vitali” ci spiega il modo per fare un’ottima pasta in casa seguendo le tradizioni marchigiane e….i vecchi consigli della nonna

Come fare la pasta fatta in casa?

Tagliatelle fatte a mano

Ti servono uova, farina e uno stennetù, che in marchigiano è il mattarello con cui viene stesa la sfoglia e il suo nome deriva, appunto, dal verbo stendere. Solitamente la pasta fatta in casa si associa al classico piatto della domenica e da noi era l’amata vicina di casa, Ida, a prepararci delle ottime tagliatelle 🙂 Iniziava la mattina alle 7 appena sveglia a preparare la sfoglia (che nelle Marche si chiama pannella) impastata, tirata, menata sulla tavola (spianatoia)…musica per le nostre orecchie, infine tagliata a mano. Per l’ora di pranzo le tagliatelle erano asciutte e pronte, perfette per essere cucinate.

Chi ha meno confidenza con la preparazione descritta, ma soprattutto chi non ha le forse per armarsi di sana pazienza e olio di gomito può scegliere di tirare la pasta con la macchina apposita.

Che origini ha la pasta fatta in casa?

L’origine effettiva di questo tipo di pasta è molto antica, dobbiamo infatti rivolgere la nostra mente ai Romani agli Etruschi e ai Greci e alle loro lagane, strisce di pasta fresca preparate con farina e acqua. La sostituzione delle uova al posto dell’acqua è arrivata in seguito.

Quali formati si possono realizzare?

Diversi! In questo caso la preparazione è stata associata alla tagliatella ma, la sfoglia della pasta fatta in casa si presta a molti altri formati come ravioli o tortellini ed è la regina dei primi piatti al forno: lasagne, cannelloni, timballi…mhmh…che acquolina in bocca!

Come si prepara?

Uova per impasto

3 uova è la dose per 4 persone, per ogni uovo circa 100 gr di farina. Attenzione però, non tutte le uova sono uguali e necessitano di questa dose di farina. Partite con un po’ di farina in meno, se ne servirà di più la potrete sempre aggiungere. Un consiglio:mixate la quantità di farina necessaria dividendola in un 70% di farina 00 e 30% semola, per avere una consistenza più rustica che fa assorbire meglio il sugo.

Come si cucina?

In acqua bollente salata. È una pasta molto delicata, non mischiatela con il forchettone appena la mettete in acqua perché rischiereste di tritarla. Il tempo di cottura è veramente poco, 4 minuti al max. Per evitare che scuocia, trascorso il tempo necessario, fermate la cottura aggiungendo un bicchiere di acqua fredda nella pentola e poi scolatela!

“Ma ho i bambini in casa e non mi lasceranno mai il tempo di realizzarla! Forse faccio prima a comprarla!”

Coinvolgeteli nella preparazione magari dando loro una scodelletta con un po’ di acqua dove con della farina faranno la loro massa. Sarà un bel gioco da fare insiemecreerete della complicità che lascerà dei bei ricordi. Fate delle foto, quando poi le riguarderete dopo qualche anno potrete rivivere di nuovo quelle stesse belle emozioni.

Se avanza si può surgelare?

Sì. Ricordatevi però, per la domenica successiva (magari questa volta portatela a casa dei suoceri, fareste un’ottima figura!) di scongelarla prima 24 ore in frigo così che ritorni gradualmente alla temperatura normale e non si modifichino gusto e consistenza.

Successivamente, scaldatela ripassandola in padella senza girarla tanto perché è più buona se sotto si abbrustolisce un po’…quel che basta per creare quella crosticina croccante che ci sta benissimo.

Seguendo la tradizione marchigiana sono stati riportati alcuni termini propri del dialetto, quali: spianatoia, mattarello, stennetù. Condividi l’articolo e dicci come i prodotti e gli strumenti indicati si chiamano nel dialetto della tua regione.

È incredibilmente rilassante fare la pasta fatta in casa, e il risultato a tavola è garantito. Aspettiamo sui nostri canali social le foto delle tue tagliatelle!!

Cosa abbiamo imparato:

  • Inizia a preparare la sfoglia mettendo sulla tua spianatoia meno farina rispetto ai 100 gr previsti per uovo. Attenzione durante la cottura!
  • Coinvolgete i vostri bambini facendo diventare la preparazione un simpatico gioco da fare insieme
  • Congelate gli avanzi usando poi accortezza nella fase di scongelamento.
A leggere insieme c’è più gusto: condividi!
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