Cartolina da “Grotte di Frasassi… Genga…”

La sveglia alle 6 del mattino, cappuccio e brioche al bar come tradizione vuole, zainetto (fashion però!) in spalla…e via…pronti per la gita fuori porta. Adoro le gite fuori porta, scoprire luoghi che hanno sempre qualcosa di diverso da comunicare anche se li hai già visti, la buona compagnia delle persone a cui vuoi bene, perchè in genere queste gite si fanno con le persone con cui si è in sintonia, io le considero giornate di buona manutenzione per l’anima. C’è da dire che ero in compagnia di una manutentrice d’eccezione, Nadia, tanto amica di famiglia da essere considerata parte di essa, e altro personaggio fondamentale e super presente nella mia vita. Alle

Grotte di Frasassi

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avevo già avuto occasione di andare, ma è un luogo sempre affascinante da visitare e che lascia a bocca aperta ogni benedetta volta. Si tratta, di un complesso formato da grotte carsiche sotterranee, scoperte da alcuni speleologi del CAI di Ancona nel settembre del 1971, ma che geolocicamente risalgono a “qualche anno prima”. Non addentrandomi nella specificità dei dati scientifici, posso dirti che, queste grotte sono una delle molteplici prove della magnificenza della natura. All’interno di essere infatti, da circa 200 milioni di anni a questa parte, l’acqua, le rocce calcaree, la temperatura sempre costante a 14°, e l’umidità molto prossima al 100%, collaborano e lavorano insieme, producendo operose reazioni chimiche capaci di creare sculture naturali di stalattiti e stalagmiti. Lo stillicidio dell’acqua è lento, paziente, realizza queste opere d’arte naturali nella misura non superiore ad 1mm l’anno, e quando, visitando le grotte ti troverai ad ammirare stalagmiti di 15 mt come l'”Obelisco”, e stalattiti di oltre 7 mt come la “spada di damocle”, ti renderai conto che finanche la parola eternità, in relazione al tempo che passa, è assolutamente vana. Le Grotte sono sotto la tutela di un Consorzio formato dal Comune di Genga e dalla Provincia di Ancona, che si occupa della salvaguardia e manutenzione dell’importante complesso, ma che senz’altro, devo dire, ha lavorato anche molto bene per creare una struttura turistica molto efficiente e ben organizzata. Raggiungibilità, orari, percorsi possibili sono tutti visitabili nel sito Grotte di Frasassi, ma il progetto turistico punta anche alla valorizzazione delle realtà circostanti alle grotte in sé per sé. E la seconda parte della gita fuori porta, ti assicuro, è stata un ulteriore scoperta, che ti racconterò tra poco perchè, alla fine della visita alle grotte, la fame si fa sentire, e da buoni marchigiani, non ci facciamo mancare il cibo a portata di mano! Ed eccoti una distesa di chioschetti con uno street food da “stelline negli occhi”

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e tante “farfalline nello stomaco”, salumi dai nomi “particolari” (come vedi nella foto), porchetta, tutto con un unico pane denominatore, la Crescia, tipica delle Marche. E non può mancare un buon digestivo, ed è garantito che “Veleno di Borgia” fa scendere giù tutto…anche i cattivi pensieri! La mia scelta è ricaduta sulla crescia con la porchetta…per via del fatto che, ahimé o per fortuna, sono una grande estimatrice della porchetta…Dopo il pranzo pronti per il “Frasassi Explorer”, l’autobus (quello delle 15) che ci avrebbe portati a…

Genga 

…e alla seconda parte della gita fuori porta! In questo piccolo Borgo Medioevale di rara bellezza

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non ero mai stata. L’estensione territoriale del comune è molto vasta e comprende, come ti dicevo prima, il complesso delle Grotte di Frasassi, ma anche altri luoghi di interesse come l’Abbazia di San Vittore delle Chiuse  e il Santuario Madonna di Frasassi. Ma il centro storico del borgo è, in realtà, il castello medioevale fortificato da un importante e antichissima dinastia nobile che da qui ha avuto origine, quella dei Conti della Genga, che si è pregiata, nel corso dei secoli, di aver dato alla storia illustri personaggi, uno su tutti papa Leone XII.  Avrai notato, anche tu, la figura cartonata che accoglie il visitatore proprio all’ingresso del borgo. La dicitura di questa recita “Tenente Svizzero” e subito prima ce n’era stata un altra ad accogliermi

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un senatore e i suoi paggi. E subito la mia curiosità ha fatto “clic”, ho cominciato a chiedermi cosa fossero lì a fare, camminando sono stata accolta da altri di loro

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e mentre li guardavo mi sovveniva che molti li avevo visti nel film di Alberto Sordi Il Marchese del Grillo, e un attinenza comune in effetti c’era, e cioè il papato. Il film era ambientato agli inizi del XIX secolo, l’anno che invece Genga celebra fino al 28 agosto, è il 1823, in piena Restaurazione, cioè l’anno del Conclave che elesse papa Annibale della Genga con il nome di Leone XII. La celebrazione del 2016 fa parte di un programma, partito nel 2012, che, con cadenza annuale, sviluppa un aspetto diverso del pontificato di questo papa, e che si concluderà nel 2023, con la realizzazione di una mostra finale che raccoglierà tutto quanto valutato negli anni precedenti, e che vedrà una celebrazione più solenne in occasione del bicentenario dell’elezione a papa. Curatrice della mostra e del progetto è la Dott.sa Ilaria Fiumi Sermattei, storica dell’arte, che ha studiato i vari elementi da proporre, ma che non si è soffermata soltanto all’aspetto storico del progetto, ed ha pensato bene di trovare anche delle soluzioni che stuzzicassero la curiosità del turista, come queste figure colorate sparse per il borgo, e che fornissero al visitatore un rapido ed immediato quadro d’insieme di come il Conclave del 1823 si sviluppò e quali furono le trame politiche che lo animarono. E ci è perfettamente riuscita con la realizzazione di un video, della durata di 5 minuti, che a ripetizione viene proiettato nella Chiesa di San Clemente. Dopo aver visto il video, potrai divertirti a votare anche tu, uno dei cardinali (quello che tu preferisci) facenti parte dell’intrigo, che all’epoca andò ben oltre le mura Vaticane, con un fac-simile (chiaramente) della vera scheda con cui votò il Conclave nel 1823.

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La famiglia Genga, ancora pienamente presente nel territorio, è una dinastia di avveduti mecenati potremmo definirla oggi, perchè tutto il progetto parte si dalla celebrazione dell’illustre antenato, ma volge un occhio attento anche alla valorizzazione di tutto il territorio facendo conoscere gli usi e costumi, le tradizioni della gente che nel corso dei secoli lo hanno abitato, la gastronomia, i prodotti agroalimentari, i loro piatti tipici. E così, proprio nella piazza della Chiesa di San Clemente verrai accolto nella sala degustazione ambientata in una sala d’epoca dove troverai una miriade di buone cose da mangiare di ottima qualità, prodotte da aziende agricole del territori, come ad esempio La Bona Usanza, una cooperativa di produttori agricoli con sede in Serra de Conti, che ha come obiettivo quello di riportare sulla nostra tavola i sapori della memoria. E allora ti entusiasmerai a sentire cosa ti raccontano della Sapa (di cui ti ho già parlato nella ricetta Tortine di Panna Cotta alla Sapa), dell’Agresto una salsa a base di mosto d’uva leggermente acidula che nel medioevo veniva usata come condimento, della loro farina di mais ottenuta dalla coltivazione di un mais antico, il Quarantino a 12 file (dove 12 sta per il numero delle file in verticale del mais sulla panocchia) con la quale fare ad esempio

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degli ottimi biscotti, o del

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Lonzino di Fico, loro Presidio Slow Food, un “salume dolce” dalle origini antiche composto da fichi secchi macinati con noci e mandorle aromatizzati con Mistrà (altro grande cavallo di battaglia della Regione Marche). L’azienda ha un altro Presidio Slow Food

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 la cicerchia antichissimo legume del quale le prime tracce si trovano in Mesopotamia circa 8000 anni fa. Ricco di proprietà benefiche La Bona Usanza ha ricercato il seme dopo anni di abbandono e ne ha riiniziato la coltivazione sulle colline marchigiane di Serra de Conti. La mia curiosità, all’interno dello spazio gastronomico, è stata attirata anche dal pesto di spaccasassi dell’azienda Rinci. Antichissima erba aromatica spontanea, gli spaccasassi, altro non sono che finocchio marino selvatico che cresce lungo le coste mediterranee e del Nord Europa, e il nome deriva dal fatto che le sue radici sono talmente forti da riuscire a crescere anche su rocce carsiche come quelle della zona di cui ti sto parlando. E sempre nella piazza della Chiesa di San Clemente, troverai la proposta di un altro Comune della zona, quello di Sassoferrato, e i simpaticissimi, bravi e appassionati ragazzi (ad accogliere me c’erano Gabriele e Letizia) di Happennines. E’ una giovane ed entusiasta società cooperativa che ha come scopo quello di sviluppare nuovi progetti turistici e territoriali, e che svolge questo compito in modo innovativo, offrendo servizi legati al turismo nel territorio a 360° con anche la possibilità di co-working all’interno dei loro spazi. Aggiudicatisi con bando comunale la gestione del polo museale del Comune di Sassoferrato quello che potrai ammirare a Genga è lo spazio

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dove hanno portato in esposizione parte di quanto potrai trovare in maniera più completa al Museo delle Arti e Tradizioni Popolari. Un video ti aiuta a comprendere il progetto del museo, cioè raccogliere tutto quello che ha fatto parte della vita quotidiana dei nostri nonni bisnonni e trisavoli, dagli oggetti di uso quotidiano in casa, agli attrezzi per il lavoro dei campi l’allevamento del bestiame e degli animali da cortile, insomma, una missione che è quella di recuperare consapevolezza delle antiche tradizioni, degli antichi mestieri, di quella cultura che nel corso dei secoli ci ha cullati e che ancora oggi, seppur la chiamiamo epoca del digitale e moderna, continua a tenerci vivi e a farci sentire parte di un territorio che ha alle spalle una meravigliosa storia.

E’ piaciuta anche a te questa gita fuori porta vero? Lo so, che pur virtualmente, ti ha appassionato, perchè traspare il frutto di un amore profondo per il proprio territorio, la scelta precisa di mantenere viva tutta la storia che lo ha permeato nel corso dei secoli, la voglia di trasmettere tutto questo sapere a chi ancora non lo conosce, facendo un lavoro certosino di ricerca e di collaborazione fra i vari comuni della zona. E quando il lavoro è fatto con tutto questo amore chi ne incontra i frutti lo percepisce e se ne sente un po’ parte.

Cosa c’è di meglio di una visita virtuale? Andare a vedere il tutto di persona con i propri occhi e a respirare dal vivo queste emozioni.

Buona Strada!

Ps: a Genga hanno pensato anche ad uno spazio per il dolce estivo per eccellenza, il gelato. A proporlo una gelateria tutta al naturale di Fabriano byNice. Se te lo dico io che, sono una cultrice del gelato e che ho come sogno nel cassetto quello di aprire una gelateria, che è una meraviglia di esplosione di gusto, mi puoi assolutamente credere!