Una delle leggende legate all’origine del nome di Favalanciata, piccola frazione

posizionata ad equidistanza sia da Arquata del Tronto che da Acquasanta Terme, è dovuta proprio alla coltivazione delle fave.

La storia racconta che venivano trasportate su e giù per una vertiginosa mulattiera a dorso di muli. Poteva accadere, però, che l’animale da soma, intimorito dalla vertigine, perdesse l’equilibrio durante il percorso e, con lo sbilanciamento, quindi, qualche fava cadesse lungo i costoni. A quel punto, almeno pare, il contadino di turno imprecava “Ahhhh la mia fava lanciata” e fu così che la frazione prese questo nome. Una storiella tramandata negli anni e a cui agli abitanti del piccolo borgo piace credere.
Situata a 515 metri di altitudine sul livello del mare

è, da sempre, la più fedele sentinella del fiume Tronto e ogni terremoto le fa ricordare bene il suo essere posizionata in uno dei tratti più angusti della sua parte alta di valle. Quello del 2016 non è stato da meno, in quanto ha ridotto la maggior parte delle case in stato di inagibilità, ma non è stato fatale perché il terreno di tufo ha evitato che le case venissero ridotte in polvere.
Tuttavia, da frazione movimentata, viva e attiva, la non praticabilità delle case ha portato ad essere il piccolo centro un luogo desolato e vuoto che due amici hanno deciso di non abbandonare, ma hanno pensato bene di farne parlare.
È la storia di Francesco Riti e Matteo Mattei,

il primo titolare della Riti Alimentari, il secondo informatore farmaceutico e della loro idea di una crema di fave gourmet che parlasse del luogo con il preciso scopo di accompagnare la rinascita.
È proprio Matteo a raccontare che sia lui che Francesco hanno subito dei danni dal terremoto, entrambi alle case di famiglia

e alle proprie attività di zona. Matteo lancia l’idea della crema di fave e Francesco, senza pensarci due volte, la rende concreta. Da una ricerca di mercato scoprono che il preparato non esiste e nasce così quasi per gioco, nel 2018, La Favalanciata. Il primo lotto di prodotto viene realizzato per amici e parenti, sulla confezione della crema appare un hashtag

che racconta benissimo tutto il concetto, #lagentecomenoinonmollamai.
L’inizio è da subito con il botto, i vasetti vanno a ruba, la produzione viene pertanto replicata,

de La Favalanciata parlano le più importanti testate giornalistiche quali Marie Claire, il Golosario, il TG5, Studio Aperto, fino ai magazine in Giappone.
Arrivano anche le partecipazioni alle fiere del gusto di riferimento nazionale e a diversi riconoscimenti tra cui il premio Sfiziosità d’Italia nel 2019.

L’obiettivo di Matteo e Francesco prende sempre più una forma concreta.
Con lo scopo, che non è quello di guadagnarci economicamente (hanno le loro rispettive attività) ma di far conoscere le proprie zone per riportarle alla luce e alla prosperità, il progetto socio gastronomico da loro creato coinvolge attivamente anche il paese e molti dei suoi orti privati. Nel giro di qualche mese nasce così anche la Comunità Slow Food di Favalanciata per la valorizzazione delle Fave e per tutelare e preservare la propria biodiversità culturale. Favalanciata ad oggi è diventata un brand geografico di riferimento con un potenziale tutto da esplorare in un prossimo futuro agibile.
La Favalanciata è presentissima sugli scaffali di Bottega Vitali e sarà la protagonista del primo evento organizzato in bottega.
Vi aspettiamo per una merenda semplice a base di pane, crema di fave, pecorino dei Monti sibillini e un buon calice di vino venerdì 22 settembre dalle 17:00 presso i locali di Bottega Vitali in Via Filippo Mannocchi Tornabuoni 1 a Petritoli.
Per la merenda è gradita prenotazione al nr 0734/511975.
Vi aspettiamo