Special Guest Maggio 2018

La frase che, parlando di cibo con Andrea Mattasoglio mi ha colpita di più è stata, “non ho mai badato tanto a quello che c’è ma sempre piuttosto a quello che mi piace”. Ama mangiare e di questa sua passione per il buon cibo i genitori si accorsero fin da quando era piccolo, quando cioè era uno di quei classici bambini che non danno nessun problema per mangiare. L’esatto contrario di sua sorella, che invece, faticava un po’ ad avere appetito e che Andrea aiutava mangiando il suo e quello che lei avanzava. La curiosità per il cibo lo accompagna ancora, gli piace scoprire e cucinare e realizza dei piatti davvero fantastici che puoi ammirare in Instagram navigando sul suo profilo @andrea_mattasoglio. Conoscendolo ti posso dire che Andrea è ad un passo brevissimo dall’identificare la definizione di uomo perfetto. Del segno del sagittario nasce e cresce a Varallo in Valsesia dove a tre anni e mezzo metti ai piedi il suo primo paio di sci, continua sempre con questo sport passando all’agonistica a 12 anni per poi diventare maestro di sci, lavoro che svolge durante l’inverno. Ad avvicinarlo alla cucina è stata sua nonna Teresina che lui ha visto cucinare per la famiglia per anni e che ancora, dall’alto dei suoi 90 anni, prepara i pranzi della domenica. È lei la critica gastronomica di cui Andrea si fida di più per le sue creazioni, è sempre lei che gli dice quando il piatto è perfetto o quando c’è da rivedere qualcosa. Ma è lei forse, volendo scrutare l’emozione nelle parole di lui quando racconta di sua nonna, una delle sue grandi maestre di vita. I piatti di Andrea sono delle opere d’arte che lui pensa e immagina come quando da bambino pensava di fare un disegno. All’epoca tornava a casa, faceva i compiti di volata per poi dedicarsi alla sua creazione per sentirsene poi soddisfatto e fiero una volta terminata. Ora in cucina per lui funziona allo stesso modo, gli viene in mente una ricetta mentre magari è sotto la doccia o a lavoro, si scrive una nota sul telefono per ricordarla e poi non vede l’ora di andarla a realizzare dal vero. È parte attiva del Rotaract Valsesia, club di giovani impegnati in attività di servizio a scopo beneficio o di utilità sociale. Amante dei viaggi, Andrea si diverte a scoprire l’Italia nel tempo libero e quando non è in vacanza in qualche parte del mondo dove adora scoprire gusti e sapori nuovi. Dai luoghi che visita, come souvenir, si riporta spezie e specialità gastronomiche caratteristiche del luogo e che sarebbe poi più difficile reperire in Italia. Tenace, ambizioso ma non competitivo, l’impressione e la sensazione che ho avuto di lui è stata fantastica davvero perché Andrea è una di quelle persone illuminate, entusiaste della vita, che vedono sempre il bicchiere mezzo pieno, che si sentono fortunate per tutto quello che hanno, insomma una di quelle persone vincenti, con la classica mentalità del vincente che, ne sono certa, farà fare molta ma molta strada a questo giovane chef. Ah dimenticavo…studia giurisprudenza anche, alla Cattolica di Milano, ma se proprio lo devo dire onestamente, secondo me l’avvocato non lo farà mai, a giudicare da come sta andando il suo profilo Instagram, altre carriere lo attendono presto. La ricetta che ci regala è davvero speciale e stupenda e anche questa volta non si è smentito. Ha fatto arrivare un merluzzetto in montagna, per farlo incontrare con una deliziosa insalata di prato di montagna che sua mamma Chiaretta e suo papà Roberto hanno raccolto per lui in questo posto.

È una casa di famiglia su un alpeggio che dista circa una mezz’oretta di auto da Varallo, si chiama Alpe di Mera, e la montagna innevata sullo sfondo è il Monte Rosa, dove Andrea fa il maestro di sci. Non so se mi sono spiegata bene! È o non è una forza della natura questo ragazzo?!? Leggi la ricetta per averne la conferma totale se ancora hai qualche dubbio…

Profilo Instagram: andrea_mattasoglio

UN MERLUZZETTO VA IN MONTAGNA

INGREDIENTI:

  • 1 Filetto di merluzetto;
  • Olio extravergine d’oliva
  • 1 sicchio di limone
  • 1 spicchio d’arancia
  • Mezzo spiccchio d’aglio
  • Un cucchiaino di salsa di soia
  • Menta
  • Aneto
  • Basilico
  • Semi di papavero
  • Una manciata di lenticchie
  • Nero di seppia
  • Insalata di prato di montagna
  • Ghiaccio
  • Sale q.b.
  • Pepe nero q.b.

PROCEDIMENTO:

Iniziate dalle lenticchie, che dovranno stare a bagno in acqua per circa un paio d’ore.

Procedete poi alla marinatura del merluzzetto. Controllate che il filetto sia accuratamente pulito. Lasciatelo marinare insieme ad abbondante olio evo, succo di arancia e limone (senza esagerare), mezzo spicchio d’aglio in camicia, un cucchiaino di salsa di soia, sale (pochissimo, la soia possiede già una sapidità importante), pepe, menta, basilico spezzato a mano, aneto. La marinatura dovrà durare almeno un’oretta; ricordate, di tanto in tanto, di muovere il filetto e cambiarne la posizione.

Tornate alla preparazione delle lenticchie. Passate alla loro cottura. Dovranno stare in acqua bollente per circa 35 minuti, possibilmente utilizando la stessa acqua in cui sono state precedentemente. A metà cottura aggiungete del nero di seppia perché inizino a tingersi. Assaggiate per controllare come proceda la preparazione. Quando la cottura sarà quasi ultimata, aggiungete un ultimo goccio di nero di seppia per la colorazione finale. Il nero contiene già il sale necessario al condimento delle lenticchie.

Per quanto riguarda la salsa, dovrete far prima scottare l’insalata in acqua bollente salata per circa un minuto. Estraetela, scolatela e immergetela immediatamente in acqua con ghiaccio per fermarne la cottura e preservarne il colore. Con l’aiuto di un pimer andate a frullare l’insalata insieme ad un pizzico di sale, un goccio d’acqua di raffreddamento, ancora un cubetto di ghiaccio, pepe, qualche goccia di limone ed olio evo ad emulsionare. Passate tutto al colino un paio di volte e la vostra insalata di prato liquida sarà pronta.

Impiattate con l’insalata liquida alla base, appoggiatevi le lenticchie al nero di seppia ed il filetto di merluzzetto ormai bello morbido, saporito e leggermente cotto a freddo dall’acidità della marinatura. Decorate con aromi, qualche seme di papavero e fiori eduli.

Il piatto è pronto. Buon appetito!